Uno che ha giocato
guarda altre cose.
Quando c’è da decidere su un ragazzo, serve qualcuno che non lo alleni, che non debba far contento nessuno e che quel campo l’abbia calpestato. Luca Lugnan è stato osservatore ufficiale per l’ACF Fiorentina, e prima di guardare le partite dalla panchina ne ha giocate 480 in carriera.
Come lavora.
Niente schede prestampate, niente voti da uno a dieci. Un ragazzo si guarda giocare, più di una volta, e poi si scrive quello che ha.
Lo guarda in partita, non in allenamento
Quello che un ragazzo fa quando conta è l’unica cosa che dice a che punto è davvero. Dove serve, torna a vederlo una seconda volta.
Separa il talento dal calendario
A quindici anni chi è cresciuto prima sembra più forte di quanto sia, e chi è cresciuto dopo sembra meno. È il punto in cui si sbaglia di più, ed è il motivo per cui si chiede un parere esterno.
Scrive una relazione che si legge in cinque minuti
Cosa sa fare, cosa non sa ancora fare, cosa si può allenare e in quanto tempo, e per quale categoria è pronto adesso. Senza gergo.
Dice anche di no
Se il ragazzo non è da provino, sentirselo dire adesso vale più di una stagione persa a inseguire. È esattamente il motivo per cui si chiama uno da fuori.
Per chi è.
Per una società
Che deve decidere se tenere un ragazzo, se mandarlo a farsi le ossa altrove o se puntarci sul serio. Un occhio che non l’ha visto crescere e non deve accontentare nessun dirigente.
Scrivi a LucaPer una famiglia
Che sente dire cose diverse da persone diverse e non sa a chi credere. Un parere di chi ha giocato 480 partite e ne allena da ventun stagioni, e non ha niente da guadagnarci nel dirvi di sì.
Scrivi a LucaRaccontagli il caso.
Che età ha, dove gioca, in che categoria e cosa dovete decidere. Vi dice subito se ha senso che venga a vederlo, e quando.