Vuole il posto in squadra
Il posto si prende in campo, non in tribuna. Si isola la cosa che lo tiene fuori, quella vera, e si lavora finché non smette di essere un problema.
Lezioni individuali e minigruppi · Grado
Un'ora sul campo con un allenatore che guarda lui e basta. Da solo o in minigruppo, con il lavoro costruito sul suo punto debole e corretto nel momento in cui lo sbaglia. La stagione riparte adesso: da qui a maggio c'è tutto il tempo per curare quello che in squadra nessuno riesce a seguire.
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L'allenamento individuale
Due allenamenti a settimana, un campo, venti ragazzi e un allenatore. Quante volte tocca palla davvero? E quante volte qualcuno guarda lui, solo lui, e gli corregge il gesto mentre lo sta sbagliando? Nella lezione individuale quel tempo è tutto suo.
Si parte da dove è oggi. Chi gioca da anni in un settore giovanile e chi ha appena cominciato lavorano sulle stesse cose, con carichi diversi.
La lezione si incastra tra i suoi allenamenti, non li toglie. Quello che costruisce qui, in campo lo usa la domenica.
Prima si guarda, poi si programma. Piede debole, primo controllo, corsa, testa: si sceglie una cosa alla volta e si insiste finché non entra.
Dove si allena
Il rettangolo di gioco dello stadio. Tecnica, controllo, tiro, situazioni di partita.
Forza, esplosività ed equilibrio. La sabbia carica le gambe come niente altro.
Recupero attivo e lavoro in acqua. Meno traumi, stessa intensità.
Fondo e gambe sul lungomare. La preparazione atletica che si vede a marzo.
Quattro superfici a pochi passi l'una dall'altra.
Su cosa si lavora
Si sceglie il capitolo da aprire in base a come sta il ragazzo adesso e a che punto è la sua stagione. Poi si insiste su quello finché non è suo.
L'obiettivo, con le sue parole
Migliorare la tecnica individuale, la forza, il tiro in porta, la destrezza e la psicomotricità. E imparare a vincere i duelli: non solo come si gioca la palla, ma quando giocarla e dove.
Primo controllo, piede debole, conduzione, il gesto ripetuto finché non viene da solo. È la parte che in squadra, con venti ragazzi in campo, nessuno riesce a curare uno per uno.
Movimento senza palla, tempo di attacco della porta, conclusione da dentro e da fuori area. Luca ha segnato 123 gol da attaccante: questa parte la insegna da dentro.
Forza, rapidità, cambi di direzione, resistenza. Il carico si costruisce sull'età del ragazzo e sul punto della stagione, non a caso.
Le settimane prima del raduno. Chi arriva pronto al primo giorno gioca le prime partite, non le guarda dalla panchina.
La testa fa parte dell'allenamento: l'errore, la panchina, la pressione della partita. Si lavora anche su quello, non solo sulle gambe.
Raccontami com'è messo adesso e cosa vorresti che migliorasse. Il capitolo giusto lo scegliamo insieme, prima di andare in campo.
Scrivi a LucaLe due formule
Il lavoro è lo stesso. Cambia quanti sono in campo, e quindi cosa si può allenare.
Un'ora, un campo e un allenatore che guarda lui e basta. Il programma si costruisce sul suo punto debole e si corregge nel momento in cui lo sbaglia. È la formula per chi ha una cosa precisa da sistemare.
Lo stesso lavoro con pochi ragazzi in campo: si aggiungono i duelli, le sponde e le situazioni di gioco che uno a uno non si possono fare. Si può venire con un compagno di squadra o con un amico. D'estate, a luglio e agosto, è la formula che gira di più.
Per chi è
Ragazzi e ragazze di ogni età e di ogni livello. Cambia il motivo per cui arrivano, non il modo di lavorare.
Il posto si prende in campo, non in tribuna. Si isola la cosa che lo tiene fuori, quella vera, e si lavora finché non smette di essere un problema.
Chi punta a una categoria superiore o si sta preparando a un provino non ha bisogno di più volume, ha bisogno di dettagli. Qui si limano quelli.
Chi torna dopo uno stop, chi cambia ruolo, chi ha appena cominciato. Sul campo ci sono lui e l'allenatore: nessuno guarda, nessuno ride.
Il primo messaggio non impegna a niente. Dimmi quanti anni ha, in che ruolo gioca e cosa vorresti che migliorasse. Ti rispondo io.
Scrivi a LucaChi lo fa
Luca Lugnan ha esordito in Serie B con l’Udinese a diciotto anni e ha smesso a trentasette. Dal 2005 allena, fino alla Serie A femminile con il Tavagnacco. La storia intera, con le tabelle stagione per stagione e le foto, sta nella pagina su di lui.
Le domande dei genitori
Come si comincia
Mi racconti in due righe l'età del ragazzo, in che ruolo gioca e su cosa vuoi lavorare.
Personal o minigruppo, mattina o pomeriggio, intorno alla scuola e ai suoi allenamenti.
Prima seduta allo stadio di Grado. Lo guardo lavorare e da lì costruiamo il percorso su di lui.
Ventidue edizioni di calcio, giochi e mare per i bambini dai 5 ai 14 anni, organizzate dall'A.p.s. Soccer Evolution. Per sapere le date della prossima appena escono, scrivi o chiama la segreteria: Monica, 347 974 3792.
In campo
La prima seduta serve a capire da dove si parte. Scrivimi l'età del ragazzo e in che ruolo gioca: ti rispondo io, di persona.